Innovazione e tradizione sposano gusto e benessere

Macchine all’avanguardia e materie prime di qualità

Qualità, ricerca scientifica, certificazione e controllo. Su questi principi si fonda Specchiasol e i suoi prodotti. Un’azienda fondata a Verona nel 1973 da Giuseppe Maria Ricchiuto e oggi diventata un gruppo industriale con più sedi e divisioni, che si occupa di fitoterapia e benessere, di bellezza e anche cultura per il settore.

Specchiasol ha sede a Bussolengo in provincia di Verona e a Specchia in provincia di Lecce. Attualmente produce e commercializza oltre 750 referenze tra integratori alimentari, cosmetici erbe officinali, oli essenziali, oligoelementi, soluzioni idroalcoliche da pianta fresca e gemmoderivati. Nel 2015 il fatturato è stato di 30 milioni di euro del Gruppo, 27 milioni di euro Specchiasol, dei quali il 17% provenienti dall’export.

Le materie prime utilizzate dall’azienda scaligera provengono principalmente dalle due aziende agricole biologiche di proprietà, localizzate a Specchia (Le) e a Ferrara di Monte Baldo (Vr).

Il cuore produttivo del Gruppo Specchiasol è l’Azienda Agricola San Demetrio a Specchia, in provincia di Lecce, con 180 ettari di terreno interamente adibiti alla coltivazione biologica di 100 specie di piante officinali e aromatiche. A San Demetrio i sistemi di coltivazione sono a basso impatto ambientale e rispettano i naturali cicli vegetativi delle piante, assicurando loro una crescita sana e vigorosa e una maggiore concentrazione in principi attivi. In tutte le fasi della produzione agricola il metodo di coltivazione biologica garantisce l’assenza totale di pesticidi, diserbanti e concimi chimici. Le piante officinali vengono sistemate in essiccatoi termoventilati a basse temperature, in grado di preservare le caratteristiche organolettiche del prodotto, e sono sempre sottoposte a rigidi controlli di qualità, effettuati da personale qualificato presso il laboratorio di analisi.

 

Opificio e orto botanico

Nel 2005, all’azienda agricola è stato affiancato un opificio. Una struttura dotata delle più moderne tecnologie per la lavorazione e il confezionamento dei prodotti. Nell’azienda agricola, quindi, vengono coltivate le piante e le erbe e nell’opificio sono lavorate; in questo modo si ha la possibilità di seguire passo dopo passo tutta la filiera produttiva, dal “seme” alla commercializzazione, realizzando un prodotto di alta qualità.  Nel 2008 in occasione dell’avvio del Centro studi Piante officinali, gestito in collaborazione con l’Università di Bari, è stato inaugurato l’orto botanico che permette di realizzare un importante lavoro di sperimentazione e selezione delle piante, valutando la crescita di nuove specie. Nel giardino sono presenti oltre 200 specie differenti di piante officinali, medicinali e aromatiche come ad esempio il cotone, tabacco, aloe vera, coloranti naturali come l’indaco e piante dolcificanti come la stevia. L’orto botanico viene visitato ogni anno da studenti, farmacisti, erboristi ed esperti del settore. Sotto il profilo della ricerca, il Giardino Botanico rappresenta una fase fondamentale, perché consente di valutare la crescita di nuove piante in un terreno che presenta le stesse caratteristiche di quello adibito alle coltivazioni biologiche di Specchia.

L’altro centro produttivo è l’azienda agricola Biologica a Ferrara di Monte Baldo, in provincia di Verona, che si estende su 30 ettari ed è interamente dedicata alla coltivazione di piante officinali che richiedono un microclima montano. Anche qui viene garantito un altissimo livello di qualità e un assoluto rispetto dei tempi biologici e delle caratteristiche organolettiche del prodotto

Del resto il Monte Baldo grazie alla posizione geografica, oltre che alle vicissitudini geomorfologiche del passato, offre una ricchezza naturalistica e una varietà biologica eccezionale, tanto che questa area può essere considerata tra quelle con la biodiversità più elevata non solo in Italia ma anche in Europa.

 

Una coltivazione diretta

«La coltivazione diretta delle piante officinali – spiega il fondatore Giuseppe Ricchiuto – è avvenuta per una ragione precisa: le piante importate da India, Cina, Germania ecc. dagli anni ’80 in poi non garantivano sicurezza e qualità. Man mano che il mercato cresceva, aumentava anche il bisogno di sicurezza e qualità e non sempre i prodotti importati rispondevano a queste esigenze; le coltivazioni, la raccolta, il taglio e l’essicazione spesso non erano fatte in modo idoneo alle richieste del nostro mercato diventato sempre più esigente e attento. Era, invece, importante già da allora coltivare piante non trattate e in grado di garantire qualità e sicurezza per l’uso e soprattutto per la loro funzionalità».

Anche per queste ragioni non ci sono conferimenti di erbe e piante da parte di agricoltori. «Questo è un tema dolente – spiega Ricchiuto – perché vorremmo avere più partecipazione dal mondo agricolo ma le coltivazioni di piante officinali non sono redditizie e i costi italiani sono più elevati rispetto ad altri Paesi. Servirebbero incentivi per queste coltivazioni e anche maggiori conoscenze».

Il pensiero va anche alle piante spontanee che secondo Ricchiuto «sono fuori mercato e non sono consigliabili. Una volta si raccoglievano le erbe per strada ma oggi non è più possibile. Si cercano zone non inquinate, lontane da inquinamenti. È nata quindi l’esigenza del biologico e dell’ecologico. Prima di usare la pianta è necessario analizzarla e così durante la lavorazione e a prodotto finito. Se la pianta non ha quei contenuti e principi attivi deputati alla soluzione della patologia, non va più bene. Del nostro sistema fanno parte anche farmacisti, biologi, laureati in scienze dell’alimentazione: un sistema altamente tecnico e scientifico perché impiega una filiera di professionisti in varie discipline».

 

Materie prime di qualità

Le materia prime utilizzate da Specchiasol provengono per un 40% da produzioni italiane e un 60% dall’estero. Alcune specie di piante, infatti, non crescono in Italia. Un esempio è rappresentato dall’aloe vera che, pur essendo coltivata in piccole produzioni a Specchia, viene importata dal Sud America. «La raccolta dell’aloe avviene quattro volte all’anno e di queste ci sono raccolte migliori. Anche per queste piante bisogna avere conoscenze approfondite per comprare il meglio. Ma poi il meglio, costa di più».

Il mercato delle piante officinali si mantiene stabile ed è anche in lieve crescita. Specchiasol esporta in Spagna, Francia, Paesi dell’Est, Area mediterranea esclusi i paesi magrebini e di prossima apertura ha due società in Russia e Polonia. I prodotti sono venduti in erboristerie, farmacie e parafarmacie. «Oggi sono scese in campo aziende farmaceutiche che producono integratori alimentari, sono molto attrezzate e forti». I prodotti made in Italy in questo settore sono molto apprezzati «Quando andiamo alle fiere all’estero – dice Ricchiuto – ci rendiamo conto che siamo apprezzati. In effetti da noi è possibile coltivare tutto con qualità ed eccellenza e l’Italia è tra i migliori produttori di macchinari per l’industria cosmetica e alimentare».

L’attuale sede veronese è stata costruita nel 2006 e ricorda gli ambienti farmaceutici con trattamento dell’aria diversa a seconda dei reparti e con l’uso di acqua purificata. Principalmente ci sono due blocchi produttivi: forme solide come capsule e compresse (la comprimitrice fa 70mila compresse all’ora) e liquidi come gli sciroppi.

Fonte: agricoltura24.com

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